Een bloem snijden is niet altijd iets slechts

Tagliare un fiore non è sempre una cosa cattiva

Sottotitolo: A volte è un gesto di carità. Ma chi lo capirà?


Nel mio giardino c'era un bocciolo.

Una rosa pesca, quasi pronta ad aprirsi. Ma il sole di agosto in Olanda non scherzava — troppo caldo, troppo diretto, troppo brutale per qualcosa di così delicato. Se l'avessi lasciata lì, sarebbe appassita in poche ore. Bella per un momento, poi finita.

Allora l'ho tagliata.

Il gesto che sembra sbagliato

So già cosa si pensa quando si vede qualcuno tagliare un fiore in boccio. Si interrompe un processo naturale. Si decide al posto della pianta. Si gioca a fare Dio con le forbici.

Ma quella rosa, in un vaso di vetro, lontana dal sole feroce e dall'aria secca, ha fatto una cosa meravigliosa: ha continuato ad aprirsi. Piano. Con tutta la calma del mondo. Quasi completamente aperta in un solo giorno — coperta di gocce, luminosa, viva.

Nell'aria condizionata. Contro ogni logica botanica apparente.

La carità verso le cose belle

C'è un gesto che non si insegna ma si impara col tempo: quello di proteggere qualcosa di bello dall'eccesso — di sole, di caldo, di attenzione, di aspettative.

Tagliare non è sempre distruggere. A volte è salvare.

Il giardiniere lo sa. Il contadino lo sa. Chi ha passato anni tra le piante lo sa nel profondo — non come concetto, ma come istinto. Senti quando è il momento giusto. Senti quando lasciare andare e quando intervenire.

Interrompere il processo naturale, a volte, è il gesto più naturale che esista.

Ma chi lo capirà?

Questa è la domanda che mi sono fatto mentre guardavo quella rosa aprirsi sul tavolo, con la luce del pomeriggio che la colpiva di lato.

Chi non ha mai avuto le mani nella terra, chi non ha mai aspettato che un bocciolo si aprisse, chi giudica dalla foto e non dalla storia dietro la foto — probabilmente non lo capirà.

E va bene così.

Le rose non hanno bisogno di essere capite da tutti. Hanno bisogno di essere curate da qualcuno.

Il godimento di quel momento

Chi lo capirà, capirà anche questo: che osservare una rosa aprirsi lentamente, in silenzio, sul tuo tavolo — è un privilegio. Non si compra. Non si prenota. Non si pianifica.

Arriva quando hai avuto la pazienza di tagliare al momento giusto, di mettere l'acqua, di aspettare. E poi, a un certo punto del pomeriggio, ti accorgi che è lì — completamente aperta, coperta di gocce, con la luce che la colpisce di lato — e ti fermi. Un secondo. Forse di più.

Quel momento è solo tuo. Ed è abbastanza.


Luigi Paolicchi — piantedappartamento.shop

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