Piove. Finalmente. Ma...
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Sottotitolo: Quello che si vede a prima vista e quello che la natura sta davvero facendo
Piove.
Finalmente. Dopo settimane di sole cocente che ha stressato ogni foglia, ogni petalo, ogni stelo del mio giardino — piove.
E io guardo fuori e penso: che bello.
Poi guardo meglio. E vedo i miei fiori piegati sotto il peso delle gocce. I petali della rosa — quella che avevo tagliato apposta per salvarla dal caldo — ora appesantiti dall'acqua. Le foglie più tenere, quelle nuove, quelle che si stavano aprendo con tutta la fiducia del mondo, ora tartassate da una pioggia che non conosce misura.
È davvero così? O è solo quello che si vede a prima vista — quello che possono vedere tutti?
Le lumache
Con la pioggia si sveglieranno anche loro. Lo so già. Le sento arrivare prima ancora di vederle.
Si ciberanno delle mie foglie più tenere, quelle che preferisco, quelle che guardo con più soddisfazione. E io le lascerò fare.
Anche questa è natura. Anzi — questa è Natura, con la N maiuscola. Qualcosa da comprendere, non da combattere. Qualcosa da ascoltare, non da silenziare.
Solo se ascolti, impari
La pioggia insegna. Le lumache insegnano. Il sole che brucia insegna. Ogni eccesso, ogni mancanza, ogni apparente danno — insegna qualcosa a chi ha voglia di ascoltare.
Solo se ascolti, impari. Solo se impari, sopravvivi.
Non siamo in questi estremi — non tutti, non qui, non ora. Ma è proprio per questo che abbiamo un obbligo in più: noi che non dobbiamo pensare alla sopravvivenza, abbiamo l'obbligo di imparare a vivere.
Le piante lo fanno ogni giorno, senza sceglierlo. Noi possiamo sceglierlo.
E questo, forse, è il privilegio più grande che ci sia stato dato.
Luigi Paolicchi — piantedappartamento.shop